Turchia In Moto: informazioni pratiche

Turchia In Moto: informazioni pratiche

Terra di meraviglie e contrasti, la Turchia è una nazione affascinante a cavallo tra Asia ed Europa. Viaggiare sulle sue arterie stradali permette di affacciarsi su una grande varietà di paesaggi e raggiungere luoghi imperdibili.

In questo articolo non ci dilungheremo sulle meraviglie dell'Asia Minore per concentrarci sulle informazioni necessarie ad organizzare il tuo viaggio in Turchia.

Documenti necessari

Per entrare in Turchia da Grecia e Bulgaria è sufficiente la carta d’identità (con validità residua di almeno 5 mesi), per viaggi della durata massima di 90 giorni non è necessario richiedere il visto. In tutti gli altri casi sono necessari passaporto (con almeno una pagina libera) e visto (da richiedere esclusivamente sul sito web evisa.gov.tr.

L’importazione temporanea di un veicolo privato è concessa senza alcuna documentazione doganale per un periodo massimo di 3 mesi, tuttavia il numero di targa viene annotato sul passaporto oppure su un foglietto che deve essere presentato al momento dell’uscita dal Paese. Il veicolo deve essere tassativamente esportato dalla persona che ne ha effettuato l’importazione, per cui è meglio stipulare un’assicurazione aggiuntiva che copra un eventuale rimpatrio della moto.

Tutte le assicurazioni italiane dovrebbero offrire copertura per la Turchia per cui non dovrebbe essere necessario stipulare una RC moto aggiuntiva all’entrata del Paese, ma è meglio verificare che la sigla “TR” non sia barrata sulla propria carta verde.

Prima di partire è sempre meglio controllare la valitità di queste informazioni sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri.

Traghetti

Viaggiare in traghetto permette di risparmiare parecchie centinaia di chilometri di guida, ma soprattutto viaggiare di notte dormendo comodamente.

Dall’Italia non esistono traghetti che portano direttamente in Turchia, ma è possibile accorciare un po’ il percorso con le rotte che dal porto di Ancona, Bari e Brindisi portano in Croazia, Montenegro, Albania e Grecia. Nel nostro viaggio abbiamo navigato sulle tratte Ancona-Spalato (SNAV) e Igoumenitsa-Ancona (Grimaldi Lines o ANEK).

Per raggiungere la costa asiatica della Turchia dalla Grecia bisgona tribolare un po’: purtroppo non esistono traghetti che fanno la tratta diretta da Salonicco o Atene, bisogna per foza arrivare su un’isola greca vicina alla costa turca e poi fare una seconda traversata (molto rapida).

Nel viaggio di ritorno abbiamo optato per la rotta Çeşme-Atene passando per l’isola di Chios (che è bellissima e le sue spiagge meritano una giornata di riposo).

La tratta Çeşme-Chios dura mezz’ora, in bassa stagione ci sono solamente 2 traghetti, al mattino presto e nel tardo pomeriggio. Abbiamo comprato i biglietti sul sito turco Feribot.net, funziona bene ed è in lingua inglese. La prenotazione non è istantanea: un operatore dovrà verificare la disponibilità di spazio per le moto sul piccolo traghetto e poi vi invierà conferma e link per il pagamento via email. Sia all’imbarco che allo sbarco bisogna superare i controlli di frontiera.

La nave Chios-Atene parte la sera ed il viaggio dura tutta la notte; la tratta è operata dalla greca Blue Star Ferries, si può effettuare la prenotazione online ma i biglietti vanno tassativamente ritirati all’agenzia Michalakis Travel di Chios (si trova proprio davanti al porto).

Storia, cultura ed economia

La penisola anatolica fu parte della Mezzaluna Fertile, culla di molte civiltà già in epoca preistorica. Il sito archeologico di Çatalhöyük fu la sede di una delle prime città della Storia, abitata da almeno diecimila persone nel 7000 AC. Nell’odierna Turchia si svilupparono Ittiti, Frigi, Traci, Lidi, Armeni ed Elleni (Greci). Incorporata negli Imperi persiano, macedone, romano e bizantino, l’Asia Minore rimase sotto l’egemonia ottomana dal XIV al XX secolo.

La Prima Guerra Mondiale lasciò l’Impero devastato e in poco tempo venne smembrato dalle potenze vincitrici. Mustafa Kemal Atatürk organizzò un esercito nazionalista e nel 1922 depose il sultano e isituì la Repubblica di Turchia, trasfomando il Paese in una nazione laica e moderna (al costo della totale repressione delle opposizioni e pesanti violenze contro le minoranze).

Oggi la Turchia possiede un’economia vivace e molto legata all’export verso l’Unione Europea. Il turismo è la maggiore fonte di ricchezza del Paese, ma l’industria è in forte sviluppo. La laicità dello Stato è un principio costituzionale difeso dall’esercito, autorizzato ad effettuare colpi di stato per difenderne la secolarizzazione. Oltre il 97% degli 82 milioni di abitanti professa l’Islam, anche se gran parte di questi non sono mussulmani osservanti.

È presente una censura di Stato che limita il dissenso e l’informazione libera, ritiene reato l’offesa alla memoria di Atatürk. Una volta collegati alla rete 4G o WiFi non potrete visitare Wikipedia o prenotare hotel turchi su Booking. È possibile utilizzare servizi VPN per aggirare le restrizioni (consigliamo F-Secure Freedome con 5 giorni di prova gratuita).

Le moschee sono visitabili dai turisti (non durante l’orario di preghiera), a patto di rispettare le norme sull’abbigliamento: niente scarpe, spalle e caviglie coperte, velo sulla testa delle donne. La maggior parte delle grandi moschee fornisce gratuitamente velo e caffettano per chi avesse la necessità di coprirsi.

In Turchia è possibile vistare numerosi patrimoni dell’umanità UNESCO, tra cui alcune aree di Istanbul, i siti rupestri della Cappadocia, le terrazze di travertino di Pamukkale, il sito archeologico di Troia, l’antica città di Efeso con la Biblioteca di Celso (una delle Sette Meraviglie del mondo antico).

Lingua

La lingua ufficiale è il Turco, idioma piuttosto incomprensibile per mancanza di affinità con le lingue europee. L’alfabeto è un’estensione di quello latino, per cui i nomi di città e piatti risultano quasi leggibili.

Nei centri turistici si parlano un po’ tutte le lingue e con l’inglese ci si riesce a capire senza problemi; alcuni turchi masticano un po’ di Italiano e Spagnolo. La maggior parte dei ristoranti espone foto dei piatti per semplificare la vita agli avventori stranieri.

Fuori dagli itinerari più battuti si fatica a farsi comprendere, ma con un po’ di gestualità e fantasia si trova sempre una soluzione. L’app Google Translate per iOS e Android permette di scaricare un dizionario per tradurre parole e frasi anche in assenza di connessione a internet.

Valuta

La moneta ufficiale è la Lira Turca (TL), il tasso di cambio con l’Euro va tenuto d’occhio: l’inflazione è molto più alta che in Italia e il cambio oscilla parecchio. Il potere d’acquisto di un italiano in Turchia è molto alto: una camera doppia in hotel 3 stelle costa meno di 30€ e difficilmente si spendono più di 15€ a cena, volendo si pranza con 3€.

Bancomat e carta di credito sono accettati praticamente ovunque e senza limiti di spesa minima. Abbiamo sempre prelevato contanti agli sportelli automatici, senza ottenere condizioni svantaggiose.

Salute

La tessera sanitaria europea non dà diritto ad alcuna prestazione medica, per cui la stipula di un’assicurazione sanitaria è obbligatoria. Noi abbiamo sottoscritto la polizza Allianz Travel Care (con il codice sconto 15% PROMOCARE15 da inserire in fase di preventivo). Da notare che la garanzia opzionale sul furto dei bagagli non offre il rimborso nel caso vengano forzate le valigie della moto. Un’ottima alternativa è la polizza Viaggi Nostop Vacanza di Europe Assistance.

Fortunatamente non abbiamo provato di persona il sistema sanitario turco, ma a Pamukkale ci siamo imbattutti nella moto incidentata di Daniele (presidente dei Gatti Neri) che ha riportato la rottura di una spalla: i primi soccorsi sono stati tempestivi ed efficaci, l’assicurazione ha organizzato il rientro per effettuare l’operazione in Italia.

Sicurezza

Nonostante quel che potrebbe dire mio cuggino, la Turchia è un Paese sicuro e ospitale.

I pericoli più importanti per gli stranieri sono episodi di microcriminalità come borseggi e piccole truffe, che possono verificarsi soprattutto nei luoghi turistici e nelle grandi città. Non ci sono particolari precauzioni da prendere rispetto a quelle che utilizzereste nei luoghi affollati di ogni grande città europea. Prima di ordinare al ristorante verificate i prezzi se non sono esposti chiaramente: potreste trovare un’amara sorpresa sul conto.

La maggior parte degli alberghi non dispone di parcheggio privato e chiuso. A Sultanhamet (quartiere centrale di Istanbul) abbiamo parcheggiato davanti alla reception fidandoci della sorveglianza H24; dove possibile le moto sono state parcheggiate nel cortile interno dell’albergo, altrove ci siamo armati di lucchetti, catene e talismani portafortuna. Fortunatamente non è successo nulla!

Strade e rifornimento

La rete stradale della Turchia è molto estesa e in ottime condizioni. Generalmente si trova dappertutto un buon asfalto e le stazioni di servizio sono presenti a intervalli regolari. A Istanbul il traffico è impressionante, la guida dei turchi non è delle migliori… fate attenzione!

L’equivalente delle nostre strade statali è impressionante: estesissime arterie a due corsie per senso di marcia con corsia di emergenza, totalmente gratuite. Bisogna prestare attenzione ai frequenti incroci per l’inversione di marcia: assomigliano alle rotatorie, ma la precedenza va data a chi arriva da destra.

Per transitare sulle autostrade è necessario dotarsi di un trasponder HGS (in turco si pronuncia Hè-Ghè-Sè) acquistabile in tutti gli uffici postali: funziona più o meno come il nostro Telepass ma è prepagato. Nel caso arrivaste vi imbatteste in un casello autostradale prima di aver acquistato il tagliando HGS non c’è problema, il portale segnalerà l’errore e l’accesso verrà memorizzato: entro 14 giorni dovrete recarvi in un ufficio postale a regolarizzare la posizione.

Attenzione: all’uscita dal Paese potrebbe essere controllata la regolarità dei pagamenti.

Il costo della benzina è molto inferiore a quello italiano, poco più di 1€/litro. La qualità della benzina è alta, quella più diffusa è la 95 ottani. Quasi tutte le stazioni di servizio sono dotate di autolavaggio e mini market. Alcuni benzinai vendono solamente carburante diesel, il GPL è molto diffuso.

Mangiare, bere e dormire

Si trova cibo ovunque, a tutte le ore, spendendo poco. Nelle grandi città si possono trovare ristoranti moderni e cucine alternative a quella turca.

La cucina turca offre una varietà non paragonabile a quella italiana: si mangia molta carne arrostita (kebab) tra cui spiedini (şiş), polpette (köfte) e l’immancabile döner kebab; sulla costa si trovano piatti a base di pesce (praticamente tutto fritto); riso pilav, zucchine, melanzane, cipolle e yogurt accompagnano quasi tutte le portate.

Non mancano formaggi e prodotti da forno, su tutti vale la pena citare il simit (ciambella di pane coperta di sesamo). La pasta fillo viene utilizzata per preparare börek (torte salate ripiene di verdure e/o carne) e baklava (dessert a base di miele e frutta secca). Altri dolci molto diffusi sono i lokum, gelatine di amido e zucchero aromatizzate con varie essenze.

La Turchia è un Paese a maggioranza musulmana, per cui può capitare di non trovare alcolici in alcuni locali. Vengono prodotti ottimi vini e birre, ma troverete soprattutto çay (tè nero prodotto sulla costa orientale del Mar Nero), ayran (bevanda a base di yogurt, acqua e sale), spremute d’arancia e melograno fresche, bibite in bottiglia.

Il caffè turco si prepara facendo bollire l’acqua e versandoci direttamente il caffè macinato finemente: si serve in tazza e si attende che il fondo si depositi, per poi sorbirlo lentamente. Non ha niente a che vedere con il l’espresso a cui siamo abituati in Italia.

Gli alberghi sono molto economici, le categorie corrispondono abbastanza a quelle europee. È possibile prenotare con Booking.com dall’estero ma non dalla Turchia per ragioni fiscali (limite aggirabile con una VPN come F-Secure Freedome), non dovrebbero esserci problemi con Airbnb.

Cappadocia in Mongolfiera

Volare in mongolfiera tra i camini delle fate del Göreme Milli Parkı è un sogno condiviso da molti, purtroppo non è così semplice da realizzare: i posti sono limitati e i voli vengono annullati in caso di condizioni meteorologiche incerte.

Si vola al mattino presto per godere della vista mozzafiato delle falesie illuminate dalle prime luci dell’alba, per cui tutti i tour prevedono pick-up in hotel verso le 4 del mattino e colazione vicino al punto di decollo.

I prezzi variano tra 150 e 250€ a persona (a seconda di periodo e dimensione gondola), l’alta stagione è da aprile a giugno.

Meglio prenotare con almeno un mese di anticipo all’email fly@turquazballoons.com. Nel caso arrivaste in Cappadocia senza prenotazione chiedete all’hotel di essere inseriti in una lista d’attesa (qualche rinunciatario c’è sempre), dovrete pagare in contanti (preferibilmente euro) che vi saranno restituiti nel caso fosse impossibile volare.

Nel caso non si riuscisse ad ottenere un posto, è possibile ammirare le mongolfiere in volo da Sunset Point a Göreme.

Dervisci Roteanti

Un altro classico turco è la cerimonia del Samāʿ, rito effettuato dai monaci sufisti che cercano di raggiungere uno stato di estasi mistica danzando vorticosamente su se stessi.

Per assistere ad un’autentico rito bisogna recarsi a Konya il sabato sera o durante il festival che si tiene a dicembre. Nei luoghi turistici è possibile vedere la danza dei Dervisci praticamente tutti i giorni; in Cappadocia li trovate al Saruhan Kervansaray di Avanos.

Pamukkale

Famosissima per le vasche naturali di acqua termale, a Pamukkale si trovano anche le rovine dell’antica Hierapolis, importante città ellenistica e poi Romana.

Sulla sommità del castello di cotone si possono ammirare un teatro romano, le rovine del martyrion dell’apostolo Filippo, una vasta necropoli e le sorgenti di acqua calda che sgorgano dal terreno e danno vita alle curiose formazioni di calcare e travertino.

Dall’abitato di Pamukkale è possibile raggiungere le vasche pagando un biglietto e camminando a piedi nudi sulla roccia bianca. Nelle vasche è possible fare il bagno, l’acqua più calda si trova in quelle situate vicino alla sorgente (ovvero quelle più in alto). Se avete intenzione di visitare le rovine ricordatevi di portare un paio di scarpe con voi.

Il momento migliore per visitare Pamukkale è nel tardo pomeriggio: in questo modo potrete ammirare il bianco calcare tramutare in oro al tramonto.

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